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Te la do io la carrozzella!

28 settembre 2007 · 4 commenti
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Sedia a rotelleSembra che a Venezia lo sport preferito dell’amministrazione comunale sia l’accanirsi verso i disabili, ponendosi ancora una volta con il record negativo di essere la prima amministrazione comunale italiana citata per discriminazione di disabili. Sembra di assistere al classico gioco “Picchia la scimmia“, in cui diverse persone si scatenano verso una scimmia per vedere chi la picchia più forte.

Ebbene, il 28 settembre 2007 si apprende sempre dalla stampa locale, un caso che merita solo la citazione dell’articolo, senza alcun ulteriore commento da parte del sottoscritto.

I veicoli elettrici forniti dalla Uls non rispettano le norme sulla circolazione e i vigili lo avvertono: se ti becchiamo ancora, multa e sequestro del mezzo

Carrozzine troppo veloci, invalido “agli arresti”

Pietro Matiz, 81 anni, fermato al Lido di Venezia, s’attacca al telefono: «Senza questo ausilio, io sono bloccato in casa»

L’avessero beccato sulla tangenziale di Mestre o in autostrada, non avrebbe battuto ciglio. Ma Pietro Matiz si trovava al Lido di Venezia quando un vigile urbano l’ha fermato per contestargli l’infrazione. E, tutto sommato, l’agente è stato pure comprensivo: l’ha lasciato tornare a casa, intimandogli però che se l’avesse beccato un’altra volta a scorrazzare per le vie dell’isola gli avrebbe fatto la multa e sequestrato il veicolo. Cioè la carrozzella elettrica. Perché Pietro Matiz, 81 anni, è invalido al 100 per cento e per muoversi usa una carrozzina. A motore. E iperaccessoriata: ha il clacson, le frecce direzionali, i fari, le luci di posizione. Matiz la usa da due anni e a dargliela è stata l’Ulss 12. Matiz non si è mai posto il problema di guidare un veicolo fuorilegge: in fin dei conti gliel’aveva data l’Ulss e l’Ulss non può fornire ausilii agli invalidi che non siano a norma. O sì?

Una storia paradossale. Matiz, che nonostante la rabbia non ha perso l’ironia, dice di essere stato messo agli arresti domiciliari: «L’agente mi ha detto che se mi avesse trovato ancora a guidare la carrozzella a motore mi avrebbe multato e sequestrato il veicolo». Così è rimasto in casa. Ma si è pure attaccato al telefono: ha mobilitato l’InformaHandicap, il servizio del Comune di Venezia che si occupa di disabilità. Ha voluto leggere le norme. Ha recuperato perfino un ordine del giorno presentato alla Camera dei deputati al momento dell’approvazione del nuovo Codice della strada, scoprendo che il «suo» problema era noto sin dal 2005 e che in due anni non è stato fatto niente. Con una sola conseguenza: attraverso le aziende sanitarie gli invalidi utilizzano carrozzelle che non sono a norma, né risulta che in commercio si trovino veicoli per invalidi rispettosi del Codice della strada. Matiz racconta la sua storia: «Non riuscivo più a camminare e, stante l’età avanzata, un intervento chirurgico era sconsigliato. Così mi hanno dato una carrozzella, di quelle manuali. Due anni dopo, il medico ha richiesto al Distretto sanitario del Lido che mi venisse fornita una carrozzella elettrica. L’ho usata per due anni, correvo in strada, mai avuto alcun problema». Ma quella carrozzella – e non solo quella – per il Codice della strada è fuorilegge: troppo lunga (9 centimetri oltre il consentito), troppo larga, troppo veloce. Alle prime rimostranze, Matiz non ha ottenuto granché: se il Parlamento ha approvato un Codice della strada che stabilisce nuove caratteristiche dei veicoli per disabili, le forze dell’ordine, vigili urbani compresi, non possono che far rispettare quelle norme. Giusto. Ma un invalido che deve fare? Perfino a Montecitorio era stato posto il problema: «Le sedie sul mercato – recita un ordine del giorno – di fatto non corrispondono alle caratteristiche previste dal Codice della strada e dal regolamento esecutivo e, tuttavia, una carrozzina elettrica rispettosa di tutti i limiti posti dalla normativa vigente non permetterebbe all’invalido di superare le barriere altrimenti inesistenti per attrezzi più potenti». Questo nel 2005, quando venne chiesto al Governo di intervenire. Sono passati due anni e non è successo niente. Tranne il fatto che Pietro Matiz ha rischiato multa e sequestro. Matiz, chiuso in casa ma telefonicamente attivo, si è messo in contatto anche con il ministero dei Trasporti: «Mi hanno detto che il problema è noto e che servirà un tavolo con il ministero della Sanità per accordarsi sulle nuove misure delle carrozzelle. Mi hanno detto che serviranno quattro mesi. Ma se è dal 2005 che hanno fatto la legge e, pur sapendo che creava problemi agli invalidi, non hanno fatto niente?».

Giuseppe Toso, consigliere comunale di Venezia con delega del sindaco ai problemi all’handicap, è ancora più arrabbiato: «È la stessa Ulss a dare quelle carrozzelle che poi non possono essere usate né in strada né per percorrere i marciapiedi». Il guaio, dice Toso, è che il Comune poco può fare se non interessare il ministero dei Trasporti e l’Anci. «Ma almeno – dice Toso – i vigili usino buon senso».

Invito già accolto: a Pietro Matiz è stato comunicato che potrà usare la sua carrozzella elettrica solo sui marciapiedi, solo a velocità ridotta e solo su alcune strade: via Malamocco (dove abita), via Sandro Gallo fino a via Morosini, il Lungomare, un pezzetto di Gran Viale fino a via Scutari. «Che dire? Ero agli arresti domiciliari, adesso ho la libertà condizionata».

Alda Vanzan

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Tags: disabili · discriminazione

4 commenti ↓

  • 1 PolettoGioacchino[dot]com » Blog Archive » Te la dò io la carozzella ! // 1 ott 2007 alle ore 12:54

    [...] Qui l’articolo orginale direttamente da ripensiamovenezia.it. [...]

  • 2 Gioacchino Poletto // 1 ott 2007 alle ore 13:18

    Opero giornalmente con i disabili, sono uno di loro e per attività personale .. mi occupo di un settore che tocca direttamente le problematiche della mobilità anche in provincie che non sono quelle di mia residenza (sono l’unico membro del Tavolo Operativo per le Politiche dell’Handicap per la Provincia di Roma, non residente in Lazio).
    Anche in questo caso il legislatore non ha considerato l’esistenza dei modelli attuali sul mercato, anche se il fatto veniva segnalato da un ordine del giorno.
    Poco importa ai burocrati ed intanto un disabile diventa carcerato e “controllato a vista”.
    Personalmente posso solo riportare questo in due sedi: al Ministero della Salute e al Comitato Interministeriale del Ministero dei Trasporti, dove opero come consulente esterno per alcuni casi di valutazione specifici, sperando che possa contribuire al fatto che a breve il sig. Matiz, possa ricondurre senza problemi la sua carrozzina al Lido di Venezia.
    Spero che la Polizia Municipale usi buon senso, proprio perché a conoscenza dei problemi della persona in questione.

  • 3 Giovanni Faretta // 22 mar 2008 alle ore 21:38

    Anch’io uso un motorino elettrico datomi dalla ASL di Potenza. Per la verità gli addetti al traffico non mi hanno fatto mai difficoltà. Forse perchè a Potenza sono più comprensivi. Questa comprensione però mi dà fastidio perchè il nostro voto nell’urna è uguale agli altri e non ha bisogno di comprensione. A quegli amministratori che trascurano di affrontare norme che ci riguardano auguro di vivere solo un giorno come noi. Solo uno facciamoli rispiarmiare! Partecipo a diversi convegni e quando i normodotati dicono che “hanno capito benissimo il nostro problema” io penso che, girato l’angolo, se ne sono dimenticato. Peccato !!! Comunque grazie.

  • 4 rosaria // 18 ago 2010 alle ore 14:11

    o letto l’articolo è una cosa scandalosa .Io ho un marito con l’invalidita 100%e mi sono inbatuta per caso a legere questo articolo perchè a proposito del sig. Matiz io stavo cercando di informarmi proprio sullo stesso presidio che utiliza lui,per poter far uscire mio marito che sta sembre a casa ,poter farlo circolare a l’aria aperta ma…. mi sono scoraggiata un pochino vedendo i risultati di questo sgradevole episodio,ci dobbiamo mettere in testa che siamo da soli e dobbiamo lottare contro i mulini a vento specialmente io che nel mio caso conbatto contro i……….. diritti di mio marito e degli altri invalidi che abitano nel mio stesso paese Rregalbuto [Enna] infatti sto cercando di formare un’associazione per essere piu forti….e conbattere come fa lei mi servirà da esembio sig. Matiz grazie..

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