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Il comune discrimina per non discriminare

3 ottobre 2007 · 3 commenti
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Il titolo sembra una follia, ma è ben chiaro quanto sta accadendo a Venezia.

Tutto nasce da una dichiarazione apparsa sul Gazzettino di Venezia in cui l’assessore Rumiz indicava la necessità di dare alloggi anche ai giovani in quanto “discriminati” dalla legge regionale in materia di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica:

«È un numero piccolo di alloggi – ha commentato l’assessore Rumiz – ma un preciso segnale di attenzione alle fasce di domanda dei giovani e delle giovani coppie, penalizzate in misura rilevante dalle dinamiche del mercato immobiliare in centro storico, ed egualmente penalizzate dai meccanismi di attribuzione dei punteggi e di formazione della graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. La carenza di offerta abitativa per i giovani e le giovani coppie ha aggiunto costituisce un elemento di aggravio dei processi di impoverimento demografico, da decenni in atto a Venezia».

E quindi… detto fatto! Oggi compare in bella vista nella home page del Comune di Venezia l’indicazione del bando riservato ai giovani, di cui nell’area dedicata ai bandi di assegnazione casa del Comune, compare la modulistica.

All’interno del documento contenente il bando, si conferma quanto già visto in sede di udienza per il caso Tommasini / Comune di Venezia, ossia che il comune considera espressamente emergenza sociale solamente gli sfrattati e i non abbienti, mentre ignora completamente le problematiche sociali legate alla presenza di familiari con disabilità, effettuando quindi una discriminazione ai sensi della legge 67/2006.

Preso atto

- che da anni l’Amministrazione Comunale ha inteso tutelare in particolar modo i nuclei familiari sottoposti a provvedimento esecutivo di rilascio dell’alloggio e i nuclei familiari che versano in condizioni di grave disagio socio economico;

E proseguendo nella lettura, si comprende dove il Comune vuol andare a parare:

che gli attuali meccanismi di attribuzione dei punteggi e di formazione delle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ai sensi della LR 10/’96, risultano fortemente penalizzanti nei confronti dei giovani e delle giovani coppie;

Ma soprattutto, in barba agli oltre 2500 veneziani che sono in graduatoria nel bando ERP:

Atteso
- che è in corso di ultimazione, da parte di Edilvenezia, un intervento all’interno del complesso di S. Anna nel Sestiere di Castello, che consta di 18 alloggi che faranno parte del patrimonio disponibile comunale escluso dall’ambito di applicazione della legge regionale n.10/’96 e successive modifiche ed integrazioni, che regola i meccanismi di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica; 

ed ancora, fanno presente:

che tre di questi, accessibili ed attrezzati per soggetti anziani e/o portatori di handicap, saranno destinati a soddisfare queste categorie di domanda;

che altri tre alloggi, di diverse metrature, saranno destinati a soddisfare situazioni di emergenza abitativa;

Quanto sopra significa chiaramente che il Comune di Venezia, chiaramente ignorando la legge regionale 10/96 oppure applicando chiaramente il caso del punto b) dell’art. 1 comma 3:

3. Sono esclusi da tale applicazione gli alloggi:

a) realizzati dalle cooperative edilizie per i propri soci;

b) realizzati o recuperati con programmi di edilizia agevolata-convenzionata;

c) di servizio, e cioè quelli per i quali la legge prevede la semplice concessione amministrativa mediante disciplinare e senza contratto di locazione;

d) di proprietà degli enti pubblici previdenziali, purché non realizzati o recuperati a totale carico o con il concorso o contributo dello Stato o della Regione;

e) destinati a case albergo, comunità, o comunque ad attività assistenziali;

f) di cui all’articolo 9 della legge 24 dicembre 1993, n. 537.

Cosa significa questo? Che di tali alloggi 12 saranno gestiti con il nuovo bando (anch’esso discriminatorio in quanto limita l’età del giovane richiedente a 36 anni, come se qualche legge limitasse a tale soglia l’età per essere “giovane”) e sei saranno gestiti – a questo punto – non si sa come, a discrezione dell’ufficio emergenze sociali del Comune di Venezia.

Il Comune, in causa con i coniugi Tommasini i quali – due invalidi al 100% – chiedono proprio un alloggio idoneo alla loro deambulazione – ha negato proprio qualche giorno prima della delibera la possibilità di assegnare agli stessi alloggi extra-bando, per non commettere una discriminazione verso gli altri partecipanti alla graduatoria ERP del 2005.

Morale? 18 alloggi gestiti extra-bando, come gli 82 già segnalati in un articolo precedente. A questo punto sarebbe interessante poter accedere ad informazioni su quanti appartamenti di proprietà del Comune di Venezia – o meglio, di società afferenti al Comune (su cui non è applicabile la legge regionale 10/96) – vengono assegnati “extra-bando” e soprattutto secondo quali criteri.

E lo spettacolo continua…

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Tags: disabili · discriminazione · emergenze abitative

3 commenti ↓

  • 1 Gioacchino Poletto // 4 ott 2007 alle ore 11:29

    Laguna .. la soluzione è la laguna, tutti a fondo !
    Siamo governati dagli imbecilli.. dobbiamo farli secchi ..

  • 2 Il comune di Venezia discrimina per non discriminare ¦ PolettoGioacchino[dot]com // 4 ott 2007 alle ore 11:41

    [...] ripensiamovenezia.it [?] « [...]

  • 3 Riccardo Corradino // 5 ott 2007 alle ore 11:15

    purtroppo devo ammettere che la cosa non mi sorprende, poiché è tutto in linea con il metodo contemporaneo di fare politica: distribuiamo caramelle a pioggia (come succede alle parate dei carri carnevaleschi, giusto per rimanere sul territorio!) per fare fessi e contenti gli spettatori!
    i giovani sono i voti del domani e quelli che reagiscono in modo più tenace contro le amministrazioni….. a voi le conclusioni!

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