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Calatrava: lo sfogo di Lorenzon

22 agosto 2008 · 31 commenti
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Sfogo della ditta Lorenzon (quella che ha costruito il quarto ponte sul Canal Grande a Venezia).

Lorenzon, costruttore del 4° ponte sul canal grande a venezia, intervistato da un passante spiega le sue proteste, durante il passaggio del ponte sotto il ponte di rialto.

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Carnevale di Venezia inaccessibile: scende in campo l’Unione Italiana Ciechi

23 gennaio 2008 · 3 commenti
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Riporto lettera inviata dal coordinatore della Commissione OSI (Osservatorio Siti Internet) dell’Unione Italiana Ciechi postata nella lista osservatorioWeb.

Al Sindaco di Venezia: Prof. Massimo Cacciari.

 

p.c.:

Molti responsabili politici e tecnici del comune di Venezia.

Responsabile per l’accessibilità presso il CNIPA: Dott. Antonio Devanna.

Responsabile per le categorie deboli presso il CNIPA: Ing. Ridolfi.

Presidente UIC: Prof. Tommaso Daniele.

Presidente UIC di Venezia: Professoressa Graziella Zuccarato.

Referente Commissione OSI: Dott. Salvatore Romano.

Coordinatore Commissione OSI: Dott. Franco Pagliucoli.

Commissione OSI.

 

********

 

Egr. Prof. Massimo Cacciari,

Sono uno dei componenti della Commissione Osservatorio Siti Internet dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, commissione che, recependo le lamentele della categoria sull’accessibilità dei siti Internet, cerca di sensibilizzare all’accessibilità quei responsabili dei siti che non la rispettano.

 

Ormai in Italia abbiamo una legge dello stato, tra l’altro ce la invidiano tutti, ma purtroppo dobbiamo constatare che non sempre è rispettata. Mi riferisco alla legge 4/2004 che ci dovrebbe garantire quel minimo di rispetto delle regole che permetterebbero anche ad un disabile visivo di poter usufruire dei contenuti dei siti Internet costruiti e gestiti dalla Pubblica Amministrazione.

 

non avrei mai voluto scriverLe questa email di attenzione in quanto avete un sito che, a parte la sua complessità, è fatto in modo molto accessibile.

Inoltre, fornite sul vostro sito dei servizi ai disabili che pochissimi comuni offrono, quindi, non è bello lamentarsi con chi generalmente si comporta bene.

 

La Commissione OSI desidera porre alla sua attenzione il sito del Carnevale di Venezia, indubbiamente una bellissima finestra sulla vostra città che mettete a disposizione di tutto il mondo.

Tanto per essere precisi e non dare adito a dubbi, si tratta del sito che si raggiunge con la URL: http://www.carnevale.venezia.it.

 

Nei tre anni precedenti, abbiamo fatto le nostre rimostranze più o meno solite ai responsabili del sito, ma non abbiamo sortito nessun effetto. Solo un anno abbiamo avuto una risposta di cortesia, quelle solite che promettono e che rimandano al prossimo anno che, con le scuse a corredo, ci è sembrata solo una presa in giro.

 

Mai avvenuto nulla che facesse presagire che, al prossimo anno, l’organizzazione pensasse alla costruzione del sito per questo evento con l’accessibilità in testa ed in modo che anche noi disabili visivi potessimo usarlo come usiamo normalmente il sito del Suo Comune dove, le garantisco, qualsiasi disabile sente molto meno i problemi del suo handicap.

 

Allora, se all’interno della sua amministrazione si agisce con l’accessibilità in testa e si ha  rispetto per i disabili, perché il sito del Carnevale, quest’anno in particolare, lo hanno costruito totalmente inaccessibile?

Tanto per farvi rendere conto di cosa parlo, vi dico solo che non ci è consentito nemmeno di poter usufruire di qualche briciola di contenuto.

 

Forse le proteste degli anni precedenti, i responsabili del sito non le hanno ricevute, oppure le abbiamo rivolte a persone insensibili, perchè non si spiega come mai dopo tre anni le cose sono sempre peggiorate.

 

A questo punto, ci è sembrato doveroso porre alla Sua attenzione una cosa che non può passare inosservata, soprattutto perché si da il caso che, proprio nella sua provincia, sono stati organizzati i convegni più importanti sull’accessibilità che hanno dato un forte impulso all’iter della legge 4/2004, detta anche legge Stanca.

 

Inoltre, proprio nella sua città, ci sono dei professionisti che sanno benissimo come si costruisce un sito perfettamente accessibile secondo la legge, ammesso che non volete usare lo stesso strumento che avete usato per il sito del comune e che potrebbe non essere adatto allo scopo.

 

Un’altra cosa ci sconcerta. Proprio all’interno della vostra amministrazione avete un dirigente, la Dr.ssa Lucia Baracco, che è una professionista per quanto riguarda l’accessibilità dei siti Internet. Perché non vi siete avvalsi della sua competenza?

Sembra alquanto strano che non si sia fatta sentire a tal proposito!

La conosciamo molto bene. Non può averci dato una tale delusione.

Siamo certi che ha dovuto soccombere a decisioni già prese e che non potevano essere annullate.

 

 Sicuro che interverrà concretamente, almeno  per il prossimo anno, affinché non ci sia un’altro pugno nello stomaco per tutti i disabili visivi italiani, colgo l’occasione per porgere i saluti più cordiali di tutta la Commissione OSI.

 

Nunziante Esposito

Per la Commissione Osservatorio Siti Internet Dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Home page:

http://www.uiciechi.it/osi

 

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Internet gratis a Venezia? Si, no, ni, boh!

22 gennaio 2008 · 5 commenti
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Era il 14 dicembre quando, al convegno IWA sull’accessibilità informatica il Vice Sindaco Michele Vianello tuonò: qui a Venezia non si parla, si fanno cose concrete: daremo internet gratis a tutti.

Questa invece la notizia di ieri:

Grazie a “Venice Connected”, ha spiegato il vicesindaco Michele Vianello, intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione di “Carnevale Wifi”, Venezia diventerà luogo dell’innovazione, compiendo un vero e proprio “salto culturale”, spesso ancora poco chiaro a chi opera nella Pubblica Amministrazione. Si tratta, ha sottolineato il vicesindaco, di riconoscere l’accesso alla rete come uno dei fondamentali diritti del cittadino contemporaneo, e di garantirlo a tutti, perché la rete “siamo noi, è dialogo globale”. Il Comune di Venezia è dunque impegnato a “stendere i binari”, ha continuato Vianello, a mettere cioè a disposizione, con capitali pubblici, l’infrastruttura, mentre i “vagoni” che vi viaggeranno sopra, cioè i contenuti, saranno frutto dell’incontro on-line di domanda e offerta.

ma ecco la novità:

Ma ecco cosa sarà possibile fare durante il Carnevale in tutta l’Area Marciana, grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, Venis Spa, Cisco e gli operatori economici locali, in particolari l’Aepe, i caffè storici della Piazza e l’Associazione Veneziana Albergatori: previo acquisto di una tessera di accesso giornaliero, del costo di 5 euro, o della durata di dieci giorni, al costo di 10 euro, in vendita nei caffè storici della Piazza (Florian, Quadri e Avena) e in due hotel dei dintorni (Monaco e Gran Canal e Luna Baglioni), chiunque potrà inviare brevi filmati su YouTube, scambiare foto digitali su Flickr, accedere ai servizi on-line dei Musei Civici, avere accesso mobile al web, telefonare utilizzando Skype o altri sistemi Voip.  

Di seguito anche il video in cui Vianello presenta il tutto. 

Considerato che, alla faccia del Web 2.0, i commenti son chiusi, lascio spazio qui per i commenti al video :-)

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Capodanno e carnevale: quando la comunicazione è inaccessibile

28 dicembre 2007 · Nessun commento
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È recente la notizia che quest’anno il Capodanno e il Carnevale di Venezia saranno gestiti da una nuova società, “Venezia Marketing & Eventi” al fine di dare una nuova impronta ad eventi che raccolgono alta visibilità ed incoming nella città lagunare.

Leggendo le rassegne stampa mi sono soffermato su una dichiarazione di Marco Balich, il direttore artistico che curerà l’organizzazione sia del Capodanno che del Carnevale 2008. ” Un carnevale nuovo, che investe i cinque sensi più uno – la mente, sede dell’anima“, ha specificato Balich “- sensi che troveranno posto uno per ogni sestiere di Venezia. Sarà un format ripetitivo, che servirà a creare una immagine forte e consolidata del Carnevale di Venezia, vendibile all’estero e fruibile da veneziani e turisti.” (APCOM, 21 dicembre 2007).

Chi mi conosce sa che mi sta particolarmente a cuore il tema dell’accessibilità Web, un’estensione alla comunicazione digitale del diritto sancito dall’art. 3 della nostra Costituzione, citata anche dal vice sindaco Michele Vianello al nostro ultimo convegno “L’evoluzione dell’accessibilità informatica” tenutosi pochi giorni fa a Palazzo Ducale. Nel nostro paese c’è una norma che obbliga le amministrazioni pubbliche a sottoscrivere contratti per lo sviluppo di siti internet con l’impegno al rispetto di una serie di requisiti tecnici (di cui sono tra l’altro il co-autore) da parte dei fornitori: ove il contratto non preveda ciò, qualsiasi contratto diventa legalmente nullo (legge 4/2004, art. 4 comma 2). Già negli anni passati ho avuto modo di “dialogare” con l’amministrazione comunale sulla necessità di rendere la comunicazione Web accessibile a tutti, indipendentemente dalle eventuali disabilità o dalle tecnologie di navigazione utilizzate e lo scorso anno si è avuto un risultato soddisfacente con un sito Web accessibile. Quest’anno invece sembra di esser tornati al secolo scorso. Mi spiego meglio. Nel sito Web del Carnevale di Venezia ( http://www.carnevale.venezia.it) sito che viene usato anche per l’evento del Capodanno 2008 si ha purtroppo un chiaro esempio di quello che – in ambiente tecnico – definiamo “comunicazione zero”. Un utente non vedente entrando nel sito Web otterrà come unica informazione “Eventi a Venezia – Capodanno 2008 e Carnevale di Venezia 2008″ mentre chi entra con tecnologie mobile sarà informato – in lingua inglese – che per fruire del contenuto è necessario scaricare un determinato programma. Nessuna informazione è quindi raggiungibile… né un programma, né i nomi, né i siti Web dei partner del progetto che una persona normodotata (e dotata di sufficiente vista) non può riconoscere. Considerato che si parla di fruibilità da parte di veneziani e turisti, quanto letto sopra da un utente non vedente è ciò che viene letto anche dai motori di ricerca (es: google), quindi la visibilità del carnevale di Venezia 2008 e del Capodanno è nulla… Bisogna conoscere il tema del Capodanno (LOVE2008) per poter giungere al sito ufficiale dell’evento: in questo caso si giunge ad una pagina web senza alcun titolo… dove i contenuti non sono fruibili da utenti non vedenti e da utenti con limitazioni di connettività visto che non tutta Venezia ad oggi, e anche gran parte del mondo, hanno la copertura a banda larga… Tra l’altro questo ultimo sito Web ( venezialove2008.it) non risulta essere di proprietà del Comune di Venezia ma della società Kevents srl. In entrambi i siti Web vi è inoltre un pericolo per gli utenti soggetti ad attacchi di epilessia fotosensibile: l’orologio che gira e il susseguirsi di colori in rotazione rientra in una serie di frequenze pericolose (tra l’altro vietate dalla legge 4/2004). Sinceramente mi aspettavo una crescita qualitativa da una nuova gestione esperta in comunicazione, ma per ora vedo solamente un brutto ritorno al passato, con una sensazione (per restare sul tema del carnevale) che il tema dell’accessibilità a Venezia sia ancora un tabù nonostante nostre iniziative come IWA (l’associazione degli sviluppatori Web esperti di accessibilità) e le stesse iniziative del Comune di Venezia col progetto Lettura Agevolata. E considerata la partecipazione dell’Unione Italiana Ciechi agli eventi del carnevale, auspico che le realizzazioni Web della nuova società siano a norma di legge e fruibili anche da chi non è dotato di uno dei 5 sensi, ma che desidera comunque godere della programmazione degli eventi a Venezia.

Ed inoltre, per chi digita http://carnevale.venezia.it/ senza il classico WWW anziché al carnevale giunge al portale e-gov del Comune di Venezia dove è possibile effettuare pagamenti dell’ICI e delle sanzioni amministrative: ma questo non è uno scherzo, è una realtà.

Pubblicato nel sito: Robertoscano.info

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Accessibilità della legge speciale?

16 novembre 2007 · 1 commento
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Riporto e-mail inviata in data 16 novembre 2007 dal sito http://leggespeciale.comune.venezia.it/index.php?option=com_contact&task=view&contact_id=6&Itemid=258&lang=it.

Purtroppo la mail non è stata inviata causa un errore del sistema informatico:

PHP Fatal error: (leggespeciale.comune.venezia.it) High level alert: 172.22.10.110->Itemid parameter with incorrect value:” in D:\InetPub\FTP_Comune\salvaguardiaCV\globals.php on line 124

Ad oggi invece segnalo che non ho ancora ricevuto risposta in relazione alle motivazioni per cui l’amministrazione comunale non pubblica nemmeno i titoli delle delibere.

Salve,
sono capitato nel sito in quanto con necessità di consultare delle graduatorie ed ho notato che – a differenza del portale istituzionale – questa parte del sito Web non rispetta minimamente i requisiti previsti dalla legge 4/2004 (cosiddetta Legge Stanca) la quale richiede di applicare una serie di requisiti tecnici e contrattuali (se il contratto sottoscritto per lo sviluppo del sito non prevedeva il rispetto di tale legge, il contratto è nullo ai sensi dell’art. 4 comma 2 della legge 4/2004).
In attesa di riscontro, colgo l’occasione per segnalare un’iniziativa dedicata all’accessibilità (patrocinata anche dal Comune di Venezia)
http://educational.iwa-italy.org/evento.asp?id=56

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Il Comune non solo non risponde …

24 ottobre 2007 · Nessun commento
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Riportiamo integralmente articolo apparso a pag. V del Gazzettino di Venezia del 24 ottobre 2007, che conferma quanto già analizzato nei casi citati da questo blog. Spiace che il difensore civico, però, “giustifichi” i ritardi legando al fatto della lungaggine delle procedure burocratiche e dello scarso personale dipendente a disposizione dell’amministrazione comunale.

Il Comune non solo non risponde per tempo alle istanze dei cittadini, ma non lo fa neppure con le richieste di chiarimenti che gli presenta il Difensore civico. È lo stesso titolare dell’ufficio, l’avvocato Alessandro Filippi, a dolersene, specificando come questo comportamento inaccettabile per una pubblica amministrazione non sia un fatto isolato, ma piuttosto sia la norma. Il termine previsto dallo Statuto comunale per le risposte è di trenta giorni, trascorso il quale il Difensore civico deve informare il sindaco “per i provvedimenti anche disciplinari di competenza”.
«Purtroppo – ha osservato Filippi nella sua relazione sull’attività nel terzo semestre di mandato – non sempre le risposte giungono entro il termine indicato e viene quindi perseguita la prassi di inviare un primo sollecito e talvolta anche un secondo sollecito».

Il problema non è nuovo, perché era stato sollevato nel dicembre 2006 di fronte al direttore generale Vincenzo Sabato, il quale il 18 gennaio di quest’anno ha ufficialmente informato tutti i direttori. Nulla, a quanto pare, è cambiato, se l’avvocato Filippi torna all’attacco su questo tema, pur senza accusare nessuno.

«Ritengo che non vi sia nessuna “cattiva volontà” – ha specificato – e che le cause dei ritardi vadano ricercate principalmente nella lunghezza delle procedure operative per la gestione del lavoro e nell’insufficiente dotazione organica degli uffici. Serve insomma una nuova mentalità nella gestione della cosa pubblica. Il cittadino – conclude Filippi – ha diritto ad una risposta nei tempi previsti dai regolamenti e comunque in tempi ragionevoli. Altrimenti non verrà mai sfatato il luogo comune, banale ma purtroppo molto spesso vero, che vede nell’attività privata l’unica possibilità di efficienza e funzionalità».

Un’altra battaglia riguarda la promozione di questa figura tra i cittadini, la maggioranza dei quali vive l’atto amministrativo anche se apparentemente ingiusto come un provvedimento calato dall’alto da un’autorità assoluta e trascendente. Per sfatare questo falso mito sono stati organizzati nel corso dell’anno parecchi incontri, unitamente alla spedizione di materiale informativo. E il risultato si è visto immediatamente con l’aumento delle richieste di intervento.

Michele Fullin

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ci sarà pure un giudice a berlino (e a venezia pure!)!

22 ottobre 2007 · 2 commenti
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Un’antica storiella tedesca riferisce che un ciabattino, di fronte all’arrogante prevaricazione subita da parte del suo imperatore, esclamò: «Ci sarà pure un giudice a Berlino!». E ci sarà pure un giudice anche a Venezia (il cui sindaco sarà insignito giovedì 25 ottobre del prestigioso premio “Man of Peace 2007″), così si spera, per i “protagonisti” della lettera, un giudice indipendente e imparziale che sappia cogliere la violazione del diritto fondamentale di un essere umano a vivere e a vivere dignitosamente.

→ 2 commentiTags: disabili · discriminazione · emergenze abitative

Ponzio Pilato in Tribunale a Venezia

16 ottobre 2007 · 4 commenti
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Per il Tribunale di Venezia la richiesta di una coppia di anziani disabili e gravemente malati è “mero interesse legittimo”

L’11 settembre presso il Tribunale di Venezia la sig.ra ZILIOTTO MARIA LUCIANA tramite il suo difensore di fiducia, avv. Antonino Attanasio, ha esposto la tremenda situazione in cui è costretta a vivere assieme al marito: entrambi sono invalidi al 100% con enormi difficoltà di deambulazione aggravate dal fatto di vivere in una abitazione al terzo piano di una palazzina senza ascensore. In precedenza la signora Ziliotto aveva tentato inutilmente di ottenere un interessamento del Comune, denunciando la situazione di grave emergenza sociale in cui viveva con il marito, ottenendo in cambio solo silenzio e evasive offerte di interessamento da parte degli uffici comunali.

In Tribunale gli avvocati del Comune negavano che la situazione della signora Ziliotto fosse da qualificarsi come “grave emergenza sociale” e si opponevano ad ogni soluzione alternativa all’assegnazione di un alloggio ERP, invitando addirittura i coniugi Tommasini a cercarsi un alloggio alternativo sul mercato privato!

Il 27 settembre il giudice ha sciolto la riserva dichiarando inammissibile la domanda cautelare proposta. Le motivazioni del rigetto della domanda sono infondate perché hanno travisato completamente il ricorso presentato a suo tempo. Il giudice non ha tenuto in nessun conto le condizioni psicofisiche della signora Ziliotto e del coniuge convivente, nonostante la copiosa documentazione allegata. Si è rifugiato nel vuoto formalismo della contestazione dell’ammissibilità della domanda cautelare, formalismo vuoto e infondato perché la motivazione a base del ricorso puntava ad ottenere una sistemazione alternativa per la ricorrente, non certo a contestare una graduatoria, come ha sostenuto il giudice. Il giudice poi ha rincarato la dose affermando che la posizione della signora Ziliotto è di “mero interesse legittimo”, saltando a piè pari la copiosa documentazione, tutta di origine pubblica perché rilasciata da ASL e uffici comunali, che comprovava una situazione di oggettiva emergenza socio sanitaria non solo per lei ma anche per suo marito.

Il fondamentale diritto alla salute e alla sopravvivenza fisica degradato a mero interesse legittimo: ecco il parto della giurisprudenza veneziana!

Antonino Attanasio
Avvocato

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Occupazioni abusive: per colpa di chi?

12 ottobre 2007 · 4 commenti
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Leggo ultimamente sulla stampa locale, con eco nelle tv locali – ma anche nazionali – sull’occupazione indebita di alloggi di proprietà degli enti pubblici da parte di persone che non ne hanno il diritto, ovvero che non hanno partecipato a bandi per l’assegnazione di alloggi ERP (Edilizia Residenziale pubblica).

Leggo dal Gazzettino di Venezia del 5 ottobre 2007 (pag. 8 )

Il caso più eclatante è quello di Luca Casarini, leader dei no global. Dal maggio 2005 occupa un appartamento a Mestre senza pagare un affitto e senza titolo. Eredità che ora pesa sulle spalle del Comune che, tra i circa 650 alloggi di edilzia pubblica rilevati dal demanio un paio di anni fa, ha avuto anche l’appartamento dove Casarini vive dopo essere subentrato a un altro no global.In tutto, nel territorio comunale, il Comune ha 4.700 alloggi di proprietà, 639 dei quali sono gestiti dall’Ater e di questi, 18 sono occupati abusivamente. L’Ater, invece, ha 5.246 alloggi di proprietà e quelli occupati senza titolo sono 106.

Queste cifre accompagnano un’interrogazione che il senatore Antonio De Poli (Udc) ha presentato ai ministri dell’interno e della solidarietà sociale, Amato e Ferrero, per chiedere il ripristino della legalità e il ritorno «alla priorità del diritto alla casa per i cittadini che regolarmente ne fanno richiesta».

Tralasciamo il seguito dell’articolo con le considerazioni prettamente politiche dell’assessore Mara Rumiz, di cui cito solo un punto che sarà utile nella comprensione delle citazioni che seguono in questo articolo:

Ci sono stati sgomberi, anche se non sempre la forza pubblica è potuta andare fino in fondo perchè altrimenti avremmo scatenato le “guerre puniche”.

Questa, a mio avviso, è una chiara ammissione di colpa dell’amministrazione comunale della mancata applicazione di quanto previsto dall’art. 29 della Legge Regionale 2 aprile 1996 n. 10:

Art. 29 – Occupazione e cessione illegale degli alloggi.
1. Per tutti gli alloggi che dalla data di entrata in vigore della presente legge vengono occupati senza titolo, si procede ai sensi dell’articolo 633 del codice penale, da parte del legale rappresentante dell’ente gestore.
2. L’ente gestore, previa diffida con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, dispone il rilascio degli alloggi occupati senza titolo entro quindici giorni e assegna lo stesso termine per la presentazione di deduzioni scritte e di documenti.
3. L’intimazione di rilascio nel termine di trenta giorni costituisce titolo esecutivo nei confronti degli occupanti senza titolo e non è soggetta a graduazioni o proroghe.
4. Sono fatte salve le disposizioni dell’articolo 53 della legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive integrazioni e modificazioni.
5. Per le situazioni in atto all’entrata in vigore della presente legge, i Comuni interessati, entro il termine perentorio di centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, anche su richiesta degli enti gestori, possono avvalersi di quanto previsto dall’articolo 3, comma 4.

Vale la pena ricordare anche l’art. 633 del Codice Penale, citato dalla Legge Regionale:

Art. 633 Invasione di terreni o edifici
Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, e’ punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni.
Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto e’ commesso da piu’ di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da piu’ di dieci persone, anche senza armi.

Pertanto risulta chiaro che devono essere le amministrazioni locali ad avviare i procedimenti penali con l’esecuzione forzata dello “sfratto” per chi occupa abusivamente gli alloggi, anzichè alzare le mani per non creare quei casi che l’assessore chiama “guerre puniche” e che personalmente definisco mancanza di applicazione della legge.

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Trasparenza amministrativa: delibere e determinazioni on line? Speriamo!

9 ottobre 2007 · 6 commenti
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Riporto qui di seguito una e-mail che ho inviato il giorno 9 ottobre 2007 al Sindaco di Venezia, prof. Massimo Cacciari in relazione alla pubblicazione di informazioni utili al cittadino all’interno del sito Web del Comune di Venezia.

Gent.mo Sindaco,Le scrivo in relazione ad una mancanza riscontrata nel nuovo sito internet del Comune di Venezia.Sino a qualche anno fa, e precisamente al 2004, risultava possibile consultare direttamente on-line l’elenco delle delibere di giunta e di consiglio, a garanzia di una trasparenza amministrativa verso i cittadini.Purtroppo consultando il sito Web ora non risulta possibile ottenere alcuna informazione e rivolgendomi al servizio URP tramite Web (al quale va dato atto di essere sempre disponibile ed attivo, con risposte nell’arco delle 24 ore successive alla richiesta) ho ricevuto la seguente risposta: 

—–
In riferimento alla Sua nota del 30 settembre 2007 La informiamo che le delibere sia di giunta che di consiglio non sono pubblicate sul sito.Per averne copia è necessaria una richiesta scritta e motivata della delibera che interessa.La visione è gratuita, il rilascio prevede invece un costo relativi alle pagine o se avviene in bollo ecc.Per ulteriori dettagli potrà contattare l’ufficio delibere tel. 041/XXXXXXXXX.
—– 

Ho fatto presente quindi la necessità di poter avere un elenco delle delibere al fine di poter segnalare quali potevano essere di interesse all’accesso. Non comprendo però come posso richiedere per iscritto “qualcosa” se non so se esiste. E soprattutto – non è il mio caso ma il caso di una persona che mi ha chiesto gentilmente di cercare per suo conto le informazioni – come può ottenere informazioni specifiche una persona non udente e residente al di fuori del comune? Tale domanda ho posto in seconda battuta, ma ahimè non ha avuto riscontro. 

Tecnicamente non vi sono problemi nella pubblicazione dei soli “titoli” delle delibere, magari organizzate per argomenti. Vi sono esempi sia di amministrazioni locali (Provincia di Venezia e Regione del Veneto lo fanno), anche piccole (ci sono piccoli comuni del Sud, come Sala Consilina ed altri, che rendono disponibili pure gli elenchi delle determinazioni dirigenziali). Anche il comune di Palermo, in segno di trasparenza, rende disponibili almeno i titoli dei documenti. 

Le chiedo pertanto, proprio per garantire un diritto all’informazione al cittadino ed allo stesso tempo per dimostrare volontà verso una buona gestione e trasparenza amministrativa, se nei prossimi mesi sarà possibile ottenere tali informazioni direttamente dal sito Web, così come prevede pure il CAD (Codice Amministrazione Digitale) che lo pone come obbligo per le PA centrali già dal 1 gennaio 2008, con auspicio che le stesse informazioni vengano rese disponibili anche dalle P.A. locali (art. 53 e 54 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82). 

Sicuro di un riscontro,cordiali saluti. 

Roberto Scano
venezia@ripensiamo.it

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